Postura e mal di schiena da ufficio o da smartphone: quando preoccuparsi

Dolore al collo e alla schiena non sono sempre segnali di una patologia, ma vanno osservati con attenzione

Passare molte ore seduti alla scrivania o con lo sguardo rivolto verso lo smartphone può favorire dolori cervicali e lombari. In questi casi si parla spesso di sovraccarico posturale: una condizione molto comune, ma non per questo da sottovalutare.

La cosiddetta sindrome text neck, cioè la postura del collo piegato in avanti per guardare il telefono, è diventata un’abitudine frequente nella vita quotidiana. Non è una malattia in sé, ma può determinare un carico eccessivo sui dischi intervertebrali e sulla muscolatura del tratto cervicale e lombare, con conseguente dolore, rigidità e fastidio persistente.

Quando il dolore è solo posturale

Nella maggior parte dei casi, il dolore legato a ufficio e smartphone nasce da un semplice sovraccarico muscolare. Si tratta spesso di un disturbo che compare dopo molte ore nella stessa posizione, migliora con il movimento e tende a ridursi correggendo le abitudini quotidiane.

In questi casi possono aiutare piccoli accorgimenti pratici:

• alzarsi dalla sedia almeno ogni ora;

• cambiare posizione con regolarità;

• evitare di tenere il collo piegato in avanti per molto tempo;

• organizzare meglio la postazione di lavoro;

• fare brevi pause durante l’uso prolungato dello smartphone.

I segnali da non ignorare

Ci sono però alcuni sintomi che meritano maggiore attenzione. Se il dolore al collo si irradia alle braccia fino alle mani, si può parlare di cervicobrachialgia. Se invece il dolore parte dalla schiena e scende lungo una gamba, si può trattare di lombosciatalgia.

È bene non trascurare anche altri campanelli d’allarme, come:

• formicolii;

• alterazioni della sensibilità a mani o piedi;

• perdita di forza;

• dolore che non migliora con il riposo;

• dolore notturno;

• sintomi presenti da diverse settimane.

Quando serve la valutazione ortopedica

Se il disturbo non si limita a una semplice tensione muscolare o se compaiono i segnali descritti sopra, è opportuno eseguire una valutazione ortopedica. In questi casi il dolore potrebbe non dipendere solo dalla postura, ma nascondere un problema più specifico della colonna vertebrale o delle strutture nervose.

Intervenire presto consente di inquadrare correttamente il problema e impostare il trattamento più adatto, evitando che un disturbo inizialmente lieve diventi più persistente o limitante.

Prevenzione e buone abitudini

La prevenzione parte soprattutto dalle abitudini quotidiane. Una postura corretta, pause regolari e una maggiore attenzione all’uso dello smartphone possono ridurre in modo significativo il rischio di dolore cervicale e lombare.

Il messaggio più importante è semplice: non ogni dolore alla schiena indica una malattia, ma un dolore che dura, peggiora o si associa a sintomi neurologici va sempre valutato con attenzione.